
Lira TRON
Sono molto importanti le copie anastatiche delle lettere autografe appartenenti all’epistolario tra Andrea Mantegna e Ludovico II Gonzaga in quanto sono riferibili, così come i bozzetti relativi alle opere da lui progettate, alle sale del castello e probabilmente realizzate dal pittore Samuele da Tradate.
Oltre a molti oggetti d’uso, è esposto anche un “tesoretto” di monete che hanno un’origine interessante. In un vano interrato, tra frammenti di vasellame e resti di un banchetto, venne rinvenuto anche un blocchetto di monete, probabilmente originariamente conservate in una scarsella, gettato inavvertitamente con i rifiuti. Una volta separate si è constatato che era composto da monete ferraresi, mantovane, veneziane e tirolesi databili tra il 1470 ed il 1493. Tra queste si distinguono un soldo d’argento recante l’effigie di Ercole d’Este, duca di Ferrara, ed una rara moneta veneziana, una lira d’argento, con l’effigie del doge Niccolò Tron per questa ragione definita “lira Tron”.