
Impronte
A Laetoli (Tanzania) furono ritrovate delle impronte umane databili a circa 3,7 milioni di anni fa, probabilmente prodotte da un Australopithecus afarensis e dal suo piccolo. Si tratta di una forma “gracile” di australopiteco.

Cranio di Australopithecus boisei
Ad una delle forme robuste di australopiteco appartiene la riproduzione del cranio di Australopithecus boisei. L’originale è databile tra 1,7-1,8 milioni di anni fa.

Cranio di Homo habilis
Sempre in Africa, accanto agli australopiteci, visse un ominide più evoluto: l’Homo habilis. La dentatura mostra un forte adattamento al consumo abituale di carne. Avevano una capacità cranica che poteva variare da 500 a 800 cm³. La faccia era relativamente piccola.
In questa foto un esemplare di adulto (sigla KNM-ER 1470) trovato a Koobi Fora - Kenya nel 1972, datato 1,8-1,9 milioni di anni.

Cranio di Homo habilis
Cranio di adulto di Homo habilis (sigla KNM-ER 1813) con capacità cranica di circa 500 cm³, ritrovato a Koobi Fora - Kenya nel 1973, databile 1,9 milioni di anni. Per le sue caratteristiche fu inizialmente classificato come Australopithecus africanus da Richard Leakey. Recentemente è stato classificato da più antropologi come Homo habilis.

Cranio di Homo habilis
Cranio di femmina adulta di Homo habilis (sigla OH 24) ritrovato nella Gola di Olduvai - Tanzania nel 1968, databile 1,8 milioni di anni.

Choppers e Amigdale
All’Homo habilis è stato assegnato questo nome (=uomo abile) per indicare la sua capacità nel realizzare utensili ricavati dalla scheggiatura di pietre: choppers e chopping tools.